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Il piccolissimo libro nella giungla in Valcamonica

25 Agosto 2022

Sei partecipanti (quattro bibliotecari): il 14 luglio 2022 Il libro nella giungla più più piccolo della nostra storia, dopo quattro anni di “giungle” con più di 500 “lettori” attraverso biblioteche, librerie, università, scuole, associazioni e un museo.
Un invito in piena estate arrivato grazie a Elena Turetti (Oltre il bosco..) nell’ambito del progetto di formazione Il custode dei libri di Il Leggio – Società Cooperativa Sociale con il sostegno di Fondazione Cariplo e la collaborazione di cinque comuni e Valle Camonica Cultura.

biblioteca di Costa Volpino

Una buona occasione per condividere tutte le cose più interessanti maturate nel tempo e fare qualche nuovo esperimento.
É la prima “giungla” insieme a Paolo Colombo, amico, storico partecipante dei corsi della libreria, promotore della lettura e burattinaio che si è unito alla nostra squadra itinerante.

Paolo!

Forse i nostri bibliotecari sono grandi scalatori, ma il loro mestiere è molto sedentario.. non si può che iniziare con un nuovo gioco, figlio del background teatrale di Paolo, per mettere i corpi in movimento e attivare la percezione.
Leggere non è una questione mentale!

“L’aleatorio, il non riparato, ci permette di trovare quello che non si sa di cercare, e non si conosce un luogo finché questo non ci sorprende. Muoversi a piedi è un modo per conservare un baluardo contro questa erosione della mente, del corpo, del paesaggio e della città, e ogni persona che cammina è una guardia di pattuglia a protezione dell’ineffabile”.
Rebecca Solnit, Storia del camminare, Ponte alle Grazie 2018

Ora siamo pronti! Ci aspetta una giungla di libri dove scegliere un libro per perdersi e uno per ritrovarsi, una delle domande più efficaci sperimentate per attivare la ricerca e aprire letture.

Un’altra novità: in dotazione un kit di post-it colorati da mettere sulla copertina di ogni libro sfogliato per tracciare il proprio percorso esplorativo.

I corpi parlano, ci raccontano come siamo esploratori, comunicano il nostro atteggiamento di lettori molto prima delle parole.
C’è chi ha fatto il giro orario e chi anti orario, chi piano e chi veloce, senza mai allontanarsi dal tavolo. Chi dopo tanti giri si è seduto, stanco, appagato. Chi si è mosso solo sui lati vicini del tavolo e si è allontanato solo alla fine, sedendosi a leggere a distanza. Chi ha fatto avanti e indietro dal tavolo alla sedia per arrivare a cambiare posto allo scadere del tempo, dall’altro lato. Chi si è mosso in continuazione, rapidissimo, senza ordine, poi si è fermato interrogativo per capire cosa poteva guardare ancora. E c’è chi ha subito preso il largo con sicurezza per concentrarsi su un libro, bisognoso di aria e spazio, cambiando più volte posizione con libertà (seduto, in piedi, poi seduto sopra il tavolo) per poi tornare a esplorare.
Chi ha tenuto in mano tanti libri per non farseli scappare e chi ha preferito le mani libere, chi ha scelto subito come colpi di fulmine e chi ha nascosto pile di scorta vicino alla sedia.

In cerchio la giungla svela tutta la sua ricchezza i cui si intrecciano la varietà dei libri scelti con la molteplicità delle interpretazioni personali, gli sguardi coincidenti e quelli opposti.
C’è chi ha scelto un libro illustrato solo per la copertina, chi perché innamorato dell’autore, chi per le sensazioni piacevoli che gli ha dato il materiale e i colori, chi per il fascino per le collezioni, chi per le illustrazioni (disturbanti o piacevoli), chi per il contenuto pensando che il libro possa essere utile, chi ha ritrovato i propri desideri, passioni o ricordi, chi ha creato associazioni libere.
C’è chi ha visto nelle biografie un modo per perdersi proiettandosi nelle vite altrui e chi, invece, per ritrovarsi nella propria infanzia; chi ha vissuto le domande come occasione per perdersi e chi per ritrovare un senso e un’appartenenza; chi ha cercato percorsi non lineari sia nella scelta di un libro per perdersi sia di uno per ritrovarsi e chi ha avuto bisogno di strutture rigorose e logiche ferree per compensare il disorientamento dato di un libro incomprensibile con colori troppo forti; chi, senza accorgersi, ha dato le stesse motivazioni per entrambi i libri. E molto altro.

Restituiamo le nostre osservazioni al gruppo, dal movimenti dei corpi agli intrecci di parole. Silenzi, sorrisi, sguardi illuminati, altri spiazzati nel vedersi per la prima volta da fuori.
Esploratori per un giorno, cosa succede se continuiamo a esserlo nelle nostre biblioteche dove lavoriamo tutti i giorni?
Quali occasioni possiamo creare con gli utenti di ogni età per ampliare le possibilità di scoperta di libri, di interpretazione e immaginazione, di costruzione di relazioni?
“Andare e tornare, noi e i libri, noi e gli altri”.
Tanti esempi di cose che si potrebbero fare a partire proprio dalle scelte dei partecipanti.
Perché quello che noi viviamo in libertà non lo possiamo replicare? Cosa scopriremmo?
Domande che lasciamo aperte, “una tempesta” come l’ha definita Elena Turetti.
Guardiamo insieme i libri con i post-it e quelli senza: cosa ci raccontano in più questi segni? Oltre a tutti i viaggi che fatti personalmente, cosa raccontano queste “bandierine” lasciate lungo il cammino? Quali sono i libri più visti e quelli meno sfogliati? Quali strade si sono aperte col nostro passaggio?
Altre domande aperte, bisognerebbe seguire altre tracce.

“Quando ci concediamo ai luoghi, essi ci restituiscono a noi stessi e, più arriviamo a conoscerli, più vi seminiamo l’invisibile messe delle memorie e delle associazioni che saranno lì ad aspettarci quando vi ritorneremo, mentre luoghi nuovi ci offriranno pensieri nuovi e nuove opportunità. Esplorare il mondo è uno dei modi migliori per indagare la mente, e il camminare percorre entrambi i terreni”.
Rebecca Solnit, libro citato.

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